Linee Guida BIM: formato file aperto e istruzioni per le Stazioni Appaltanti

Linee Guida BIM

Immagino che sei già a conoscenza del Decreto BIM e che l’obbligatorietà del BIM per gli Appalti pubblici è scattata quest’anno per le opere con importi superiori ai 100 milioni di Euro. Ad oggi comunque non ci sono state delle indicazioni per le Stazioni Appaltanti e gli operatori del settore sulla modalità di una corretta compilazione dei documenti tecnici di gara.
L’iBIMi ha emanato proprio in questi giorni delle Linee Guida per contribuire ad orientare correttamente le Stazioni Appaltanti nei flussi informativi con i vari operatori coinvolti nell’appalto.
Ma facciamo un passo alla volta, chi è l’IBIMi?

IBIMi, Capitolo italiano di Building Smart International

L‘iBIMi è un’associazione di professionisti (ai sensi della Legge 4 del 2013), con l’intento di diffondere in italia metodi e professionalità di digitalizzazione dell’industria delle costruzioni.
E’ quindi un autorevole punto di riferimento nazionale ed internazionale per la promozione dell’Open BIM (Building Information Modelling).
L’open BIM permette a di tutti i professionisti che intervengono nella progettazione, realizzazione, gestione, manutenzione e smaltimento di un opera edile e civile, di integrarsi tra loro per condividere e scambiare dati tecnici attraverso l’uso di software interoperabili e basati su standard internazionali.

Struttura del documento

Il documento “Linee Guida” reperibile nel sito iBIMi, è così schematicamente strutturato. Ho giusto riportato una breve descrizione dei contenuti:

  • Termini e definizioni: formato aperto, formato proprietario, BEP, oGI, pGi…per citarne alcuni.
  • Aspetti generali sui formati file: focus su cosa si intende per formato di file e differenza di formato proprietario/aperto.
  • Vantaggi derivanti dall’uso dei formati aperti: paragrafo che riporta un elenco di vantaggi nell’utilizzo dei file aperti. Punto fondamentale per capire la normativa e la gestione dell’opera: dal progetto, alla realizzazione, fino alla conservazione dei dati informatici nel tempo.
  • Quadro normativo nazionale e norme di riferimento: vengono citati alcuni articoli fondamentali di normative come il Dlgs 50/2016 – Codice Appalti, DM 560/2017 – Decreto BIM, DPCM 3 dicembre 2013 – Regole tecniche per il protocollo informatico. Per alcuni articoli citati viene riportato un commento chiarificatore.
  • Capitolati informativi: il capitolo informativo costituisce l’atto propedeutico ed indispensabile alla redazione di un offerta per la Gestione Informativa (oGI) in fase di gara.
  • Redazione della sezione tecnica del capitolato informativo: in questo paragrafo si “toccano con mano” i documenti della sezione tecnica di una gara, con l’utilizzo di tabelle di esempio e relativa spiegazione sulla loro compilazione.
  • Conclusioni.

Il presente articolo non vuole fare un mero “copia e incolla” di quanto riportato nel documento, bensì vuole evidenziare alcuni aspetti di fondamentale importanza per capire cosa la normativa vigente prevede e come una Stazione Appaltante si debba comportare per non andarne in contrasto.

Gli aspetti fondamentali

L’utilizzo dei formati aperti è la questione cruciale. Il loro uso, previsto dalla normativa, fornisce una serie di indubbi vantaggi per le stazioni appaltanti e per le committenze.
Nel paragrafo successivo dedicherò ampio spazio all’argomento.

Altro aspetto fondamentale è che in nessun caso la stazione appaltante debba menzionare nel Capitolato informativo, o in altro qualsiasi documento di gara, il nome di uno specifico software.
Neanche le tabelle proposte dovranno riportare nomi di software o estensioni di file in formato proprietario. Tale circostanza avrebbe la gravissima conseguenza di limitare la concorrenza e sarebbe in evidente contrasto con le norme legislative in vigore. Il rischio che si corre è quello di invalidare l’intera procedura di gara.

Infine, l’aggiudicatario si deve sentire libero di scegliere autonomamente i software da utilizzare e non deve essere in nessun modo vincolato o indirizzato al riguardo dalla stazione appaltante.

Il formato file aperto e il formato file chiuso o proprietario

Come anticipato, vorrei soffermarmi ora sull’importante aspetto dei file aperti. Utilizzare formati di file aperti comporta una serie di indubbi vantaggi. Ma prima di analizzarli nello specifico, facciamo un passo indietro….. vorrei chiarirti la differenza tra un formato aperto e un formato chiuso o proprietario partendo da cos’è un formato file.

Un formato file indica la convenzione che viene usata per leggere, scrivere e interpretare i dati contenuti all’interno di un file. Il formato è indicato attraverso l’estensione: .dwg, .doc, .pdf per citarne alcuni.
Grazie al formato è possibile interpretare correttamente i byte di un file a seconda del tipo di contenuto e indicare al software come interpretare i dati in esso contenuti.

Il formato chiuso o proprietario di un file potrebbe essere strutturato in modo tale da limitare la lettura del contenuto ad alcuni programmi software e in questo caso il file è coperto da copyright. Ossia le specifiche tecniche non vengono distribuite pubblicamente per tutelare interessi privati.
Limitando di fatto il potenziale utilizzo di un file ad una stretta cerchia di software.

Il formato aperto di un file si basa su una specifica tecnica di pubblico dominio, utilizzata per la descrizione e l’archiviazione di dati digitali libera da restrizioni legali per il suo utilizzo ed è realizzato rispettando gli standard internazionali dichiarati.
Per un maggior approfondimento dei formati aperti in ambito BIM, leggi anche il nostro articolo sull’argomento: scambio dati BIM con IFC.

Utilizzo dei formati aperti: i vantaggi

Utilizzare formati aperti comporta una serie di indubbi vantaggi:

  • accesso a dati ed informazioni senza vincoli. I dati risulteranno sempre accessibili anche in futuro;
  • chiunque ha accesso alle informazioni memorizzate nel file, indipendentemente dall’applicazione utilizzata (purché aperta all’interoperabilità);
  • nessuna limitazione alla libera concorrenza tra software con conseguente evoluzione del comparto economico di riferimento e miglioramento delle condizioni operative per tutte le parti interessate;
  • i documenti e dati informatici saranno conservati e custoditi nel tempo grazie all’attribuzione, insita nel processo, delle caratteristiche di: accessibilità, affidabilità, autenticità, immodificabilità, integrità, leggibilità.

Bricsys e BricsCAD BIM

Nel 2016 la Bricsys, come fervente sostenitore del principio dei “dati aperti”, si unisce a BuildinSMART International, contribuendo attivamente a diffonderne la visione ed i valori. Ritiene infatti che sia la cosa giusta da fare per tutti gli utenti e la grande comunità.
Questa mentalità è stata applicata direttamente ai tutti i suoi prodotti, tra cui BricsCAD BIM.
BricsCAD BIM è infatti certificato per IFC2x3 Coordination View 2.0.
Cosa significa? vuol dire che hai la certezza di investire in un software che ti permette di creare dati di progetto duraturi.
Ti consentirà di lavorare in modo fluido con subappaltatori, team di costruzione e proprietari di edifici.
Condividerai i modelli BIM tra le principali discipline dell’architettura, dell’ingegneria strutturale e degli impianti tecnologici (meccanico, elettrico e idraulico).

Oggi c’è un nuovo modo di fare BIM, ed è di Bricsys.


Articolo scritto da Alessio Semenzato (EmiCAD)

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